Internet Of Things - Si Stima Che Nel 2020 Circa 20 Miliardi Di Oggetti Saranno Connessi Alla Rete Internet

Internet of Things e il settore delle costruzioni

Come Internet of Things si pone l’obiettivo di rendere più efficienti e intelligenti gli edifici nei quali abitiamo, studiamo o lavoriamo

In che modo l’Internet of Things impatterà sulla vita di tutti noi? E con quali conseguenze?

Internet of Things – letteralmente “Internet degli oggetti” – è l’espressione utilizzata ormai da qualche anno per definire la rete delle apparecchiature e dei dispositivi, diversi dai computer, connessi a Internet: possono essere sensori per il fitness, automobili, radio, impianti di climatizzazione, ma anche elettrodomestici, lampadine, telecamere, pezzi d’arredamento, container per il trasporto delle merci. Insomma qualunque dispositivo elettronico equipaggiato con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.

Internet of Things - si stima che nel 2020 circa 20 miliardi di oggetti saranno connessi alla rete Internet

Si stima che nel 2020 circa 20 miliardi di oggetti saranno connessi alla rete Internet

 

Non esiste più il concetto di dispositivo elettronico associato a un’unica funzione, piuttosto siamo entrati nell’era in cui un unico grande flusso informativo è in grado di svolgere più funzioni contemporaneamente.

La prova di come siano cambiate le nostre vite in pochi decenni la dà uno sguardo rapido al nostro modo di lavorare e stare alla scrivania: il fax, il telefono fisso, l’agenda con indirizzi e numeri di telefono, la calcolatrice, i bloc-notes, la fotocopiatrice, i post it, le lettere, gli archivi, i dizionari. Tutto si è spostato all’interno di due dispositivi portatili: il computer e lo smartphone. Ma non finisce qui: anche il nostro modo di lavorare è in costante trasformazione e questo comporterà la necessità di ripensare integralmente gli spazi di lavoro e i luoghi dove le persone dovranno tra loro interagire.

Dalla convergenza tecnologica all’Internet of Things, storia e previsioni di un processo inarrestabile. Che è soltanto all’inizio.

Il fattore che ha contribuito di più allo sviluppo di una cultura convergente? Sicuramente è stata la progressiva trasformazione che ha vissuto (e sta ancora vivendo) la figura del consumatore: non più uno spettatore passivo ma, al contrario, un utente finale attivo e critico, deciso a sfruttare le nuove tecnologie per semplificarsi la vita e riappropriarsi del proprio tempo.

Tutto ha avuto inizio con Nicholas Negroponte.

È stato lui a lavorare sui progetti del primo personal computer, navigare su internet quando era ancora un progetto militare top secret e fondare il MediaLab, uno dei laboratori più prestigiosi del mondo con lo scopo di realizzare nuovi sistemi di interfaccia tra uomo e computer. Come se non bastasse, è sempre lui che ha scritto “Essere digitali”, la bibbia di tutti gli esperti di nuove tecnologie, in cui per primo ha tracciato una netta distinzione tra i vecchi media passivi e i nuovi media interattivi, prevedendo, già nel 1990, che le due tipologie fossero destinate a separarsi nettamente l’una dall’altra.

In altre parole, dobbiamo a Negroponte il concetto di convergenza tecnologica, ovvero, l’unione di tanti strumenti pensati per erogare informazioni e servizi usando una sola interfaccia (la smart tv, il tablet o lo smartphone).

Internet delle cose: miliardi di oggetti in rete, secondo le previsioni IDC trilioni di ricavi.

Il mercato IoT sta per esplodere, trainato da utenti sempre più amanti della connettività in tutti gli aspetti della loro vita (dalla casa ai luoghi di lavoro all’auto) e da aziende fortemente interessate da efficienze e opportunità di business, in sintesi un chiaro e forte trend da seguire e inseguire per non perdere un treno pieno di opportunità ma anche irto di insidie e minacce.

Ad oggi, secondo Gartner, gli oggetti connessi sono circa 5 miliardi e diventeranno 25 entro il 2020. Altre fonti stimano che i dispositivi connessi nel globo siano ormai tra gli 8 e i 10 miliardi.

Miliardi di oggetti connessi in rete in grado di comunicare tra loro senza l’interazione dell’uomo: è questo il cosiddetto ‘Internet delle cose’. Un mercato che sta per esplodere e che da qui al 2020 genererà ricavi per 7.100 miliardi di dollari, dai 1.900 miliardi del 2013.

Le aziende, sottolinea l’analista IDC (International Data Corporation) Vernon Turner, “stanno prendendo le misure necessarie per comprendere meglio il valore complessivo dell’IoT. I vendor di tecnologie, dal canto loro, stanno migliorando le loro soluzioni per adattarle a un mercato sempre più guidato dalla domanda”.

Il rapporto prevede quindi che dai qui ai prossimi 5 anni l’IoT si svilupperà prevalentemente sui mercati avanzati, dove si concentrerà il 90% delle unità installate.

Internet of Things - crescita e previsioni di sviluppo del mercato IoT

Internet of Things – previsioni di crescita e previsioni di sviluppo del mercato IoT

 Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) base oggetti installata nel periodo 2013-2020 sarà del 17,5%.

Sempre in questo periodo si assisterà a una crescente differenziazione dell’offerta e a una concorrenza sempre più intensa, soprattutto per quanto riguarda l’offerta di soluzioni olistiche che incorporano applicativi e smart analytics.

Applicazioni dell’ IoT nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture

L’introduzione della recente legge 164/2014 (recante misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese) si pone l’obiettivo di rendere più efficienti e intelligenti gli edifici nei quali abitiamo, studiamo o lavoriamo: l’obiettivo del legislatore è cablare il patrimonio immobiliare italiano per rendere disponibili servizi utili ai cittadini.

L’internet delle cose (IoT) costituisce ormai lo scenario presente, le applicazioni online e le soluzioni strutturate si moltiplicano esponenzialmente cambiando le nostre abitudini, i nostri uffici e le nostre abitazioni, in generale i luoghi in cui viviamo.

Building in Cloud è una innovativa soluzione Cloud based in grado di cogliere questa opportunità per offrire, attraverso la sua piattaforma, un servizio di raccolta delle informazioni strutturate sulle quali costruire servizi in grado di migliorare i luoghi in cui le persone vivono e lavorano.

Ad esempio, le informazioni provenienti da un sistema composto da apparecchi dotati di sistema sensoriale in grado di monitorare costi di esercizio e/o condizioni ambientali, può consentire, se opportunamente strutturato e configurato, di aumentare il livello di comfort abitativo e contemporaneamente consentire forti riduzioni del fabbisogno energetico contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Secondo un report di Knoll e UnWired, gli uffici diventeranno ambienti ibridi con meno scrivanie, più spazi d’incontro e molta più collaborazione: il cloud computing libererà moltissima superficie da riutilizzare per spazi comuni, palestre, lavanderie e altri servizi costruiti attorno alle persone, incoraggiando lavoratori di differenti dipartimenti a incontrarsi e interagire tra loro.

Quali sono i rischi derivanti dal vivere in un mondo di oggetti connessi?

Il principale problema legato all’Internet of Things, per noi utenti comuni, riguarda la tutela della privacy e il corretto utilizzo dei dati.

Vivere in un mondo di sensori, misuratori e oggetti di uso quotidiano in grado di raccogliere e scambiare informazioni su come vengono utilizzati, sulle nostre abitudini e sul nostro stato di salute ci espone al rischio di perdere il controllo di ciò che comunichiamo sulla Rete.

Un esempio? Il bracciale per il fitness rileva che ultimamente le nostre performance sportive sono peggiorate. Potremmo essere il bersaglio ideale per la pubblicità di un integratore alimentare.

Peggio, un ente finanziario senza scrupoli potrebbe decidere di utilizzare dati sanitari raccolti in Rete in maniera più o meno lecita per verificare lo stato di salute di un potenziale cliente e decidere se concedergli o meno un mutuo o stipulare un polizza sanitaria.

I problemi insomma ci sono. Ciò che manca -invece – è un quadro normativo che stabilisca con chiarezza la titolarità delle informazioni raccolte dalle “things” e trasmesse sulla “Internet” e i diritti e i doveri di tutte le parte coinvolte.

Internet of Things e il settore delle costruzioni e del Real Estate

Attraverso la connessione a Internet, l’edificio si trasforma in un nodo della rete e attraverso le funzionalità di soluzioni dedicate è possibile migliorare la qualità della vita dei cittadini che saranno in grado da casa o dall’ufficio di accedere a molteplici servizi innovativi.

Il cloud computing consente di disporre sempre in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo delle informazioni necessarie oltre a consentire un elevato livello di collaborazione tra gli operatori del settore e gli oggetti collegati al sistema.

Internet of Things insieme al BIM (Building Information Modeling) sarà certamente nel prossimo futuro uno dei possibili motori di sviluppo che consentiranno all’intero settore delle costruzioni, settore tra i più arretrati in termini di efficienza e automazione, che più di altri soffre della crisi in atto, di ritornare a essere uno dei principali driver della nostra economia.

 

Internet of Things - tutti gli apparecchi di un edificio potranno essere connessi ad Internet per fornirci informazioni riguardo il comfort e la sicurezza degli edifici

Tutti gli apparecchi di un edificio potranno essere connessi ad Internet per fornirci informazioni riguardo il comfort e la sicurezza degli edifici

 

Building in Cloud si pone l’obiettivo di cogliere l’enorme potenziale offerto da queste opportunità per generare valore per tutta la filiera del settore delle costruzioni attraverso la condivisione delle informazioni che riguardano gli edifici durante tutte le fasi dell’intero ciclo di vita: progettazione, costruzione gestione e manutenzione.

Le applicazioni e i servizi che Building in Cloud renderà disponibili dipenderanno da come si svilupperà la rete, dalla qualità e dal costo degli oggetti connessi ad Internet oltre che dalla domanda di specifiche applicazioni che la tecnologia renderà fruibili.

Conclusioni

Hai trovato utile questo post? Lascia un tuo commento o condividilo sui social ciò ci aiuterà a trovare soluzioni e dei servizi utili a rendere i luoghi dove viviamo e lavoriamo un posto migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *